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martedì 17 maggio 2011

Guetta assolda investigatore contro i pirati

Avevo notato nei gironi scorsi che David Guetta si lamentava su twitter del fatto che una versione demo di 'Where Them Girls At' girava in rete prima della release ufficiale.

Il producer francese era preoccupato che versioni incomplete o tarocche cominciassero a diffondersi mimando non solo le vendite del nuovo singolo ma anche la sua reputazione nel caso in cui i file pirata fossero scadenti.
La prima contromossa obbligata è stata quella di anticipare l'uscita del disco.
La seconda un po' a sorpresa quella di assoldare un investigatore ex dipendente del Pentagono per scoprire chi si è connesso illegalmente alla rete wi-fi del suo studio per rubare la traccia demo.

Ma David!!! Un minimo di sicurezza? Metti una password almeno...

fonti: PI, BBC

venerdì 24 dicembre 2010

Confusione sull'antipirateria

Negli ultimi giorni sono arrivate notizie un po' contrastanti da diverse parti del mondo su come affrontare la pirateria musicale. In attesa di conoscere come il problema sarà affrontato in Italia dall'AGCOM vediamo un po' che succede all'estero.

La Paramount ha finalmente capito che attaccare gli utenti del p2p non paga, anche perché sono loro i maggiori acquirenti di contenuti originali o di biglietti del cinema. Meglio dunque concentrarsi su chi cerca di lucrare sulla diffusione illegale di contenuti.

A conferma della nuova strategia ecco l'annuncio che RIAA vuole raggiungere un accordo con Mastercard per bloccare i pagamenti a Megaupload. Tu ospiti sui server contenuti protetti da copyright? E io ti blocco i pagamenti. Non male come idea ;)

In UK la BPI spinge per l'attuazione delle misure antipirateria contro i singoli utenti avendo rilevato un ulteriore incremento dei download illegali.

Il Congresso spagnolo ha invece bocciato il testo di legge che avrebbe portato alla chiusura di tutti i siti che ospitano contenuti protetti da copyright.

Insomma, regna la confusione su come affrontare il problema. Io continuo a consigliare di investire nei servizi che vanno incontro alle esigenze degli utenti.
E ricordo a tutti che ci sono tanti siti dove acquistare musica a prezzi molto convenienti, quindi non dite che scaricate perché i cd costano troppo ;)

lunedì 23 novembre 2009

Download illegali 150 volte più profittevoli di quelli legali

Leggo via Quinta che in Germania hanno fatto uno studio secondo il quale si può ricavare molto di più dal download illegale che da quello legale.
Ma come???
Basta far pagare una bella multa di 450 euro a chi viene beccato a scaricare illegalmente un singolo brano, di cui diamo 90€ a chi detiene i diritti contro i 60 cent di iTunes.
Tanto vale chiudere iTunes e andare alla caccia dei pirati. Si guadagna molto di più.

martedì 3 novembre 2009

Illegal downloaders spend the most on music

"People who illegally download music from the internet also spend more money on music than anyone else".
Quello che emerge da una inchiesta fatta in UK su un campione di 1000 persone fra i 16 e i 50 anni è che la circolazione di musica illegale sul web e sulle reti p2p favorisce l'acquisto di musica legale.
L'inchiesta rivela che il 10% degli intervistati scarica musica illegale, ma questi stessi 'pirati' sependono il in 75% più dell'utente medio inglese (77 pound contro 44).

Questa evidenza si ritrova sempre più spesso negli studi fatti negli ultimi anni. Io sono concorde, mi sembra che il web dia la possibilità di ascoltare e scoprire molta più musica rispetto al decennio precedente, così gli appassionati sono più stimolati a comprare quello che di valido sono riusciti a trovare ed ascoltare.

I commenti in proposito sono però discordi.
C'è chi non ritiene affidabile il campione di 1000 interviste. Chi sostiene che il download illegale è reato e non si deve fare a priori. Chi ritiene le battaglie delle Major contro il p2p un tirarsi la zappa sui piedi. Chi difende il copyright e gli artisti. Chi considera il prezzo dei cd troppo alto (io le ultime uscite le pago 11€ consegnate a casa e poi c'è iTunes).
Ognuno dice la sua, voi che dite?

Nell'intervista viene anche chiesto a chi scarica illegalmente come si comporterà di fronte all'iniziativa del governo britannico di disconettere chi viene beccato (3 botte e via). Il 61% dichiara di voler smettere di scaricare di fronte a questa eventualità.

via LDB

domenica 4 ottobre 2009

Lily abbandona la lotta contro i pirati

Vi avevo parlato dell'articolo anti-pirateria scritto da Lily Allen tre settimane fa, seguito poi dall'apertura del blog It's Not Alright (nel quale ha anche scritto di non voler fare altri dischi).

Mi sembra doveroso aggiornarvi sulla vicenda, in quanto il blog è stato chiuso a causa dei tanti commenti negativi ricevuti. Più che altro ha pesato il fatto di non essere coerente con quanto sosteneva. Infatti ha copiato alcuni articoli presi da quotidiani e blog, ma soprattutto sul suo sito sono disponibili in download due megamix in mp3 che vanno abbastanza in contrasto con la tesi sostenuta.

Insomma si è cacciata in un terreno molto pericoloso ed ha dovuto fare marcia indietro.

C'è da ricordare che però il governo inglese sembra indrizzato verso la legge del 'tre botte e via', con la viariante che dopo essere beccati per tre volte a scaricare contenuti protetti da copyright non si viene espulsi dalla rete ma si subisce un taglio della banda della propria connessione.

Approfondimento su PI e La Stampa

mercoledì 16 settembre 2009

Anche Lily contro i pirati

Via Quinta apprendo di questo pezzo scritto di suo pugno da Lily Allen sul Times Online che si schiera contro la pirateria musicale e contro gli artisti che la 'tollerano'.

In sintesi la cantante inglese - che non credo si possa considerare un nuovo talento od emergente (ogni giorno compare sui tabloid inglesi, come ho notato in questa settimana londinese) - replica a quegli artisti (Nick Mason dei Pink Floyd e Ed O’Brien dei Radiohead) che sulle stesse pagine del Times hanno espresso giudizi favorevoli verso il file sharing. Secondo lei i cantanti ricchi se ne fregano del p2p perchè tanto vanno in giro in Ferrari, invece la pirateria danneggia le case discografiche che tanto investono sui nuovi talenti, e in definitiva sui cantanti emergenti stessi.
Questo mi ricorda il video promozionale della FIMI postato anche su Inkiostro (dategli un'occchiata).

Una cosa condivisibile la dice "We must find new ways to help consumers to hear and buy music legally".
Per il resto anche i discografici devono capire che è cambiato il modo di fruire la musica, che la loro posizione di intermediari non ha più lo stesso peso di 20 anni fa e le band se lavorano sodo e bene hanno molti più mezzi per farsi conoscere e ottenere guadagni anche se non venderanno più cd ma biglietti dei concerti, merchandising, edizioni speciali etc.

giovedì 11 giugno 2009

La legge antipirati francese è incostituzionale

Notizia del giorno.
La legge appena approvata in Francia che prevede il distacco dalla rete per chi viene beccato 3 volte a scaricare materiale protetto da copyright (tre botte e via) è stata dichiarata incostituzionale.
In pratica l'autorità che dovrebbe controllare (HADOPI) opererebbe in violazione dei diritti dei cittadini, mentre solo l'autorità giudiziaria può prendere decisioni in merito.

Per fortuna si sono accorti che era un tantino esagerata. Speriamo che Sarkozy e i suoi amici delle case discografiche la smettano di proporre assurdità del genere.

giovedì 14 maggio 2009

Tre botte e via

Alfine il parlamento francese ha approvato la legge.
Da ieri sera tutti ne parlano (i blog intendo, gli altri media vivono nel secolo XX).
Quindi diamo tempo di costituire questa autorità preposta al controllo di internet (Hadopi) e poi chi viene beccato a scaricare materiale illegale sarà avvisato una prima volta via mail, la seconda con raccomandata e alla terza disconnesso per 2-12 mesi, senza possibilità di abbonarsi con altro operatore e continuando a pagare la connessione.

Cosa aggiungere? Mi sembra un bel modo di controllare la rete, chi ci garantisce che l'Hadopi non possa diventare un organismo di controllo totale che butti fuori persone scomode? L'ho sparata troppo grossa? Dobbiamo sperare che l'impossibilità tecnica di accertare gli illeciti faccia tramontare tutto?

Per ora la lobby delle case disco-cinematografiche sta vincendo diverse battaglie per difendere posizioni monopoliste che forse danneggiano invece che proteggere.
Battaglie senza motivazioni,visto che anche la BBC si chiede se di fronte ad incassi record il download illegale fa veramente danni.

Speriamo solo che altri paesi (Italia compresa) prima di copiare Sarkozy aspettino di vedere se la legge francese sortisce gli effetti sperati.