lunedì 8 ottobre 2007

Spacciatori di mp3

S'intotola proprio 'Spacciatori di mp3' l'articolo di Massimo Mantellini apparso su PI di oggi. Articolo che condivido e suggerisco di leggere.

Il concetto principale è che nell'era digitale, dove i mezzi di distribuzione musicale non sono più quelli tradizonali, va rivisto il concetto di copyright. Questo non significa che il legislatore sia pronto a farlo, abbia un'idea in merito o gli elementi per valutare la questione. Negli ultimi anni si sono creati due schieramenti opposti: case discografiche da una parte e utenti della rete dall'altra.

I primi stanno combattendo una strenua guerra al p2p e alle altre forme di diffusione digitale illegale dei prodotti protetti dal diritto d'autore. Gli esempi non mancano: dall'ultimo caso di una ragazza condannata a 220 mila dollari di multa per aver scaricato 24 canzoni, alla Peppermint Jam che ha provato la strada della diffida utilizzando software spia, alla chiusura dei server che favoriscono la diffusione ilegale del materiale.

Gli utenti invece sembrano inarrestabili: morta una rete p2p (Napster, WinMX) ne creano un'altra, non si fanno intimorire dalle multe, fondano addirittura un partito dei pirati. Ma i pirati restano in ogni caso dei fuorilegge.

Ma da questo scontro sembra che siano assenti gli attori principali: i musicisti, produttori, autori. Abbiamo esempi in controtendenza: i Radiohead che distrubuiscono il loro ultimo album al prezzo che decide l'acquirente è solo l'ultimo. Ci sono artisti che distribuiscono la loro musica con licenza Creative Commons. Tutti ormai hanno la loro pagina su myspace come veicolo promozionale. Comunque li vorrei più attivi su questo fronte e non succubi delle major.

Altro elemento da tenere in considerazione: secondo uno studio USA il fair use del materiale protetto genera molti più ricavi di quanto la semplice vendita dello stesso materiale.

Ribadisco il concetto: serve una revisione della legge sul copyright che favorisca la diffusione della cultura (musicale, cinematografica, ecc) e protegga gli autori. Non è fondamentale che arricchisca i gestori dei diritti.
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