giovedì 13 settembre 2007

¿Qué sucedió en Eivissa?

Riprendo il post di luglio in cui accennavo ai problemi con la polizia avuti da alcuni club di Ibiza.
La fonte è un report presente sul numero di settembre di Mixmag.

Il primo segnale è stato la presenza di vetri isolanti sulla terrazza del DC10, imposti per limitare l'inquinamento acustico all'esterno. Quindi la prima scusa per chiudere i club è stato il rumore, una scusa fin troppo facile.
Poi è arrivata la notizia della chiusura di Amnesia Bora Bora e DC10, i primi due per un mese, il terzo per due mesi. Motivo: la connivenza con lo spaccio e il consumo di droghe all'interno dei locali nei due anni precedenti. La domanda che è lecito porsi è: perchè aspettare l'8 giugno, cioè l'apertura della stagione, per mettere in pratica queste procedure, riferite a fatti degli anni passati?
La risposta, secondo il reporter di Mixmag, si trova nel cambio di governo delle Baleari. Infatti con le elezioni di maggio il governo è passato dal Partito Popolare al Partito Socialista. E il nuovo governo vorrebbe togliere a Ibiza la reputazione di covo di drogati per farne un'attrattiva per clienti spendaccioni. Via i clubbers, che sono giovani e spendono poco, e spazio a famiglie e arricchiti.
Il 25 giugno il DC10 ha riaperto i battenti anche se la polizia ha tentato di fermare la musica ma è stata cacciata, anzi gli agenti della Guardia Civil hanno rischiato. Ai primi di luglio anche Amnesia e Bora Bora hanno riaperto grazie alla sopsensione della sentenza di chiusura.
Di certo chiudere le discoteche è una bella mazzata per l'economia di Ibiza, dunque meglio tenerle aperte anche se i controlli sono aumentati parecchio, nella convinzione di dare una ripulita.
Vedremo chi l'avrà vinta.
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